Guerri: "Non dimentico Barletta"

 

Due anni in biancorosso, uno da capitano. Domenica affronterà il suo passato con la maglia del Gubbio, ma non sarà come tutte le altre domeniche. E’ il weekend di Simone Guerri, ex di turno, che si racconta in esclusiva a Barlettasport.

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Simone, domenica ti aspetta una sfida particolare: il Gubbio attende al Barbetti il tuo passato recente, quel Barletta in cui hai militato per due stagioni. Quali sono le tue sensazioni a 48 ore dalla partita?

“E’ indubbiamente una marcia di avvicinamento diversa dalle altre, sento l’emozione dell’ex e credo che mi accompagnerà fino a domenica sera. Questo però non significa che, se giocherò, lo farò senza mordente, il Gubbio vuole vincere e dobbiamo prendere con le pinze un avversario affamato che non merita quella classifica.”

Adesso lotti nuovamente per i playoff, anche se mister Sottil raccomanda di volare a bassa quota. Come ti stai trovando in Umbria?

“E’ un ambiente tranquillo e molto diverso da Barletta. Non c’è la stessa pressione di una piazza meridionale, gli stimoli sono diversi ma ugualmente validi. Mi sto trovando bene a livello umano, invece mi aspettavo qualcosa in più sul campo: ho avuto un problema alla caviglia che ha limitato le mie presenze, nonostante fossi arrivato da titolare. Ora mi aspetto di tornare in campo, magari proprio da questa domenica.”

Torniamo a qualche mese fa: come sei passato da Barletta a Gubbio?

“La storia è abbstanza nota, Tatò non poteva darci garanzie sul futuro del progetto e ha deciso di lasciare carta bianca a tutti i giocatori. Ha dimostrato di essere una persona corretta e trasparente. Appena definita questa situazione, sono stato contattato dallo staff dirigenziale del Gubbio, che ha optato per il mio tesseramento.”

Rimpianti?

“Certo che sì, a Barletta mi trovavo benissimo e mi dispiace che i tifosi ricorderanno la squadra dell’anno scorso come la più costosa e, allo stesso tempo, probabilmente la meno amata. Purtroppo è sorto un problema di incongruenze tra le aspettative di inizio anno e la situazione economica e di risultati dell’estate 2012.”

E’ difficile, ma proviamo a riassumere due anni in poche parole. Quali momenti ricordi con più gioia e quali con più amarezza e sconforto?

“Non è per niente facile. Tra i ricordi più belli non possono assolutamente mancare tutte le persone che ho conosciuto a Barletta: tifosi e amici di gran cuore che hanno reso la mia avventura molto positiva. Poi è impossibile dimenticare le vittorie di Foggia e Benevento e la presentazione dello scorso anno: tante speranze e tanti applausi che purtroppo non si sono trasformati in risultati tangibili. La più grossa delusione è stata senza ombra di dubbio la settimana dopo Piacenza.”

Come avete metabolizzato il flop?

“Un esame di coscienza per gli errori fatti non sembrava sufficiente, il tempo ha colmato il nostro dispiacere ma so che ai tifosi abbiamo regalato una delusione tremenda.”

Quali errori hanno condizionato la stagione 2011/2012? I problemi erano in campo e fuori?

“Io credo che l’errore principale sia stato quello di aver fatto troppi proclami in estate, è stata una politica sbagliata perchè ci aspettava una stagione lunga e logorante. Ai primi momenti negativi si sono aggiunte le contestazioni e tutto è sfociato nell’aggressione di Sturno: un momento pessimo, in quei giorni io e i miei compagni eravamo scossi e preoccupati anche per le nostre famiglie. Probabilmente è stato il crocevia negativo della stagione, tanto da scoraggiare potenziali nuovi acquisti che temevano l’ambiente.”

Cos’è stato, per te, il progetto che avrebbe dovuto portare il Barletta in B?

“Bella domanda. Il progetto è ufficiosamente terminato dopo l’allontanamento di Castagnini: anche se credo che Pistillo abbia fatto un buon lavoro come sostituto, ci è mancata la figura di riferimento in società. E’ stato un peccato, perchè il gruppo dello spogliatoio era ormai saldo: non ci preoccupavamo delle voci su presunte compravendite di partite esternate da alcuni tifosi diffidenti, anzi sapevamo sostenerci l’un l’altro.”

A proposito dello spogliatoio della scorsa stagione, meglio Cari o Di Costanzo? Chi ti ha dato di più e con chi avete lavorato meglio?

“Sono due persone completamente diverse, non posso fare preferenze. Ecco, forse Cari preparava le partite in maniera impeccabile, quasi maniacale, mentre Di Costanzo curava molto l’aspetto psicologico e motivazionale. Entrambi erano però accomunati dal difficile compito di gestire uno spogliatoio fatto di nomi altisonanti e di stipendi onerosi: in questo la piazza ha influito molto, secondo me Cari è stato erroneamente preso come capro espiatorio.”

Domenica non ci sarà Angeletti, ma ritroverai comunque due ex compagni come Pane e Simoncelli: come ti sei lasciato con i tuoi vecchi compagni?

“Benissimo, ho avuto modo di continuare i rapporti di amicizia con entrambi. Sento molto Simoncelli, con cui ho condiviso due anni a Barletta, ma anche Tommaso De Ruvo, che mi aggiorna quotidianamente sulla situazione in città e in società. Ho cercato di mantenere tutti i contatti, spesso leggo anche i forum e le opinioni dei tifosi.”

Il tuo pronostico e un personalissimo saluto ai tuoi vecchi sostenitori.

“Per carità, non chiedermi pronostici (ride, ndr). Noi faremo la nostra partita e il Barletta proverà ad infilarci con la freschezza dei suoi giovani. Un carissimo saluto alla città e ai tifosi, ai quali raccomando di avere fiducia nella propria squadra e di sostenerla ad oltranza, così come bisogna fare con il presidente Tatò, che sta facendo il massimo per portare avanti una causa impegnativa e dispendiosa.”

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