una giorn-ATA pazzesca !

Inizia sempre tutto con il biglietto della “metro” e con il doppio cambio di linea per arrivare alla fermata di Porta Garibaldi. Più ci si avvicina e più incalzano i discorsi sul calciomercato, le giacche e le cravatte e i borsoni di squadre più e meno note. Una volta usciti ed attraversata la strada si entra in un porticato è discretamente lungo ma si riduce a poche falcate affrettate dall’eccitazione di entrare  nelll’ATA Hotel Executive in un mondo parallelo fatto di occhiolini, telefonate e attese infinite. E’ di attese infinite che soffre chi, come la nostra squadra doveva vendere pedine non più fondamentali e non più valide in un mercato sempre più low-cost e mirato alla valorizzazione dei giovani.

LA GIORNATA NO – La giornata di ieri è stata quella del tavolino del bar dietro la colonna di marmo. Del nervosismo. Dei “No” e delle brutte notizie che prendevano forma.
Prima il rifiuto del Botev per Zappacosta del Mantova da parte di Petterini poi il definitivo no alla partenza di Di Gennaro ammorbidito dalla decurtazione dell’ingaggio e della promessa “tagliare la corda” a Gennaio. Una vera e propria raffica di notizie negative che ha agitato il DS, molto preoccupato per le tasche del presidente.
Stiamo proponendo i nostri campioni a tutta l’Italia calcistica, a tutte le squadre di Lega Pro e il risultato è che non li vuole NESSUNO – urlava Peppino Pavone irritato dalle situazioni –  non li vogliono neanche in Bulgaria!” (ndr. con riferimento al mancato affare Zappacosta-Botev). Poi una telefonata e la possibilità di apertura per il possibile affare Grandolfospero solo che Angelozzi trovi un sostituto e ci dia la possibilità di parlare col ragazzo“. A dire il vero l’aria era tesa come l’espressione sul volto di Tatò piombato presso il bar a seguito delle evoluzioni negative. Salutare e augurare un “ultimo giorno” più proficuo era l’unica opzione rimasta.

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IL GIORNO DELLA VERITA’ – Oggi, tra le due è stata la giornata più eccitante,  quella che ha racchiuso e condensato in poche ore un mix unico di emozioni. Malumori e soddisfazioni. Sorrisi e lacrime. Affari fatti e affari sfumati per un pugno di dollari e per il barlettano Paolillo per una manciata di secondi.

Il biglietto della metro è sempre lo stesso ma oggi era oggi ed inoltre c’era il “badge” stampa che consentiva di accedere ad aree normalmente precluse al pubblico. Prima l’ingresso nell’atrio e l’incontro col collega barlettano Luca Guerra e con un Peppino Pavone abbastanza teso.
Direttore come va? Chi riusciamo a cedere? – gli chiedo” “Forse Cerone – risponde con volto cupo Pavone – pochissime le speranze per gli altri. Oggi hanno rifiutato il trasferimento per l’ennesima volta Petterini e Zappacosta rispettivamente con Mantova e L’Aquila. Per Minieri nessuna offerta“. C’è anche da aggiungere che Grandolfo aveva rifiutato Barletta nella mattinata.

[quote_right]Tra La Mantia, Alessio Secco e Cerone[/quote_right]
CERONE E LA CONFUSIONE – Dopo poco nei corridoi inizia a girare la voce del prestito di La Mantia dal Frosinone al Barletta che assume sempre più i contorni dell’ufficialità. Nel frattempo transita d’avanti al mio campo visivo, a velocità record, Federico Cerone che riesco a fermare per un secondo. Secondo sufficiente al rilascio di una dichiarazione tanto formalmente errata quanto priva di reale fondamento “E’ fatta per il Modena” con tanto di occhiolino. Spiazzato dalla possibilità che potesse avere chances nella squadra diretta da Alessio Secco, prima provo a ricondurre il tutto alla spiccata attitudine del direttore del Modena nel concludere questo genere di affari, poi subito capisco  che la squadra alla quale Cerone intendeva riferirsi era il Mantova. Dopo un break al divanetti di nei pressi della zona diretta di SKY e l’urlo “Clamoroso, Toni alla Fiorentina !“. L’incontro col dirigente Damato ci fa cascare dalle nuvole e il pessimismo sul trasferimento di Cerone torna di moda “nulla è definito” il volto di Cerone subito fuori dall’hotel non tradisce “ragazzi sono veramente agitato, non ce la faccio più“.

LAST MINUTE – Si fanno le 18.30 e manca sempre meno alla fine del calciomercato e alla speranza di vedere alleggerito il monte ingaggi e il numero di esuberi biancorossi. Salgo sulle scale che portano alla fatidica porta che delimita la zona di deposito dei contratti e di realizzazione dei desideri. Campeggia un maxi-schermo con un conteggio alla rovescia tanto crudele quanto perentorio. Le speranze di vedere Pavone sono ridotte al lumicino e il conto alla rovescia segna 14 minuti e 30 secondi alla chiusura delle porte. Le corse sulle scale aumentano sempre più come aumenta sempre più il rischio di infortunio degli addetti ai lavori e mente si ironizza con i colleghi ecco spuntare Peppino che, accompagnato da Damato, porta con se e con un volto tra il disteso e il pesantemente affaticato, un contratto misterioso. Il direttore si volta al mio richiamo ma non proferisce parole prima dell’ingresso. Sarà all’uscita, circa 7 minuti dopo che Damato ci dice “Cerone è del Mantova“.

RIFLESSIONI AGRODOLCI – Dulcis in fundo, spunta un sorriso amaro,  arriva la notizia che rende la pillola meno acre, la rosa biancorossa meno ingestibile e le tasche del presidente Tatò meno leggere. Tutto rimane scolpito nella memoria ma poco si riesce a rendere su un foglio di carta o sullo schermo di un computer.
Noi abbiamo provato a fare del nostro meglio per portarvi in viaggio nel “cuore” del calciomercato, tra i volti e le contraddizioni di un mondo calcistico che porta una società professionistica a dover ricorrere a tutti i mezzi possibili per “sbarazzarsi” di giocatori non giocatori. Individui singolari che si trovano a dover essere retribuiti almeno il doppio dei compagni pur non potendo svolgere le proprie mansioni, nella piena consapevolezza di arricchirsi senza lavorare giocando, condannati a dover vivere mesi seduti ad una sedia o ad allenarsi a parte senza la speranza e la minima voglia di toccare un pallone con i piedi per provare il brivido di un gioco che sta diventando più sporco e più viscido della melma.

[quote_simple]Viva lo Sport, viva il Calcio, quello vero, quello del verde del prato e non del denaro ![/quote_simple]

 

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