Parola ai protagonisti: Gianfranco Falcone

Archiviato il vittorioso impegno in quel di Santeramo, che ha visto la Cestistica aggiudicarsi autorevolmente il Trofeo contro i pari categoria del Cus Jonico Taranto, riprendono i lavori per coach Degni e i suoi ragazzi. In vista del sempre più vicino esordio in campionato del prossimo 14 ottobre, aumenta la carica agonistica e la voglia, dopo tanto duro lavoro, di raccoglierne i frutti sul campo. Di questo ed altro ha parlato il team di Barlettasport con uno dei grandi protagonisti della squadra biancorossa, il play numero 7 Gianfranco Falcone.

Ciao Gianfranco, per iniziare, com’è il clima in spogliatoio? L’inizio della stagione è vicino…
“Il clima in spogliatoio è ottimo, stiamo lavorando molto e remiamo tutti nella stessa direzione. L’inizio di stagione ormai prossimo ci stimola sempre piu. Sentiamo quasi il bisogno di agonismo puro.”

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Il fatto di essere un gruppo quasi tutto barlettano, unito da tempo, è la vostra vera forza?
“Questo è un gruppo nato quando ognuno di noi ha mosso i primi passi nel mondo cestistico. Siamo cresciuti insieme e giochiamo da tanto tempo insieme, quindi al contrario di altre squadre, non abbiamo necessità di conoscerci o di rodare alcuni meccanismi. Il fatto di essere un gruppo di quasi tutti barlettani ci porta a dare tutto per la nostra città.

Alla luce del livello degli avversari, quali possono essere gli obiettivi, le aspettative? Vi ponete limiti?
“In questo campionato non possiamo permetterci di regalare nulla e sottovalutare nessuno; molte squadre sono attrezzate per vincere e far bene, potendo schierare giocatori di categoria decisamente superiore. Da parte nostra puntiamo a salvarci il prima possibile, affrontando ogni partita al massimo e cercando di portare sempre a casa la posta in palio. Vogliamo esprimere un buon basket facendo divertire ed appassionare i nostri tifosi. In questi anni di esperienza ho capito che lavorare bene porta sempre risultati, quindi non ci poniamo limiti…”

Il tuo ruolo all’interno della squadra: sei uno dei giovani barlettani che rappresentano il team… pressione? orgoglio?
“Il mio ruolo è playmaker e, con il collega di reparto Chiandetti, abbiamo il compito di gestire la squadra e dettare tempi e  ritmi di gioco. Credo molto in me stesso, nel mio bagaglio tecnico e fisico, ma soprattutto nei miei compagni. L’iniezione di fiducia da parte dello staff e della società ha permesso a me e a tutti i giovani della squadra di inserirsi da subito e di sentirsi parte integrante della squadra, senza sentire pressione alcuna.

Il tuo rapporto con il coach da “ragazzino” e adesso
“Con Gino il rapporto è iniziato 17-18 anni fa e, chiaramente, è cambiato molto nel corso degli anni. Ora il rapporto si basa sulla stima e sul rispetto reciproco coach-atleta. Ciò che contraddistingue il nostro rapporto, rendendolo diverso dalla classica collaborazione allenatore-atleta, è che,  anche fuori dal parquet, Gino resta per me un punto fermo per qualsiasi dubbio o problema. Abbiamo fatto molta strada insieme ottenendo vari risultati sia in ambito giovanile che in ambito senior, culminati con una finale di C2 ed un campionato vinto negli ultimi 2 anni in cui ho giocato nella sua squadra.”

Un giocatore che ti piace particolarmente, a cui ti ispiri
” Il giocatore al quale mi ispiro e che ammiro più di tutti è Dwyane Wade. E’ dotato di enorme esplosività, capacità di reazione e di lettura del gioco. Sa gestire lo spogliatoio come pochi ed è il giusto esempio per i ragazzi. E’ il genere di giocatore che più mi si avvicina cestisticamente parlando, e mi ispiro a lui per far bene con la mia squadra.”

Infine una domanda sui nuovi arrivi in biancorosso: come procede il loro ambientamento ed inserimento in squadra?
“Marco ed Edoardo (ndr. Sisto e Donno) sono due ottimi rinforzi per la squadra. Il loro ambientamento è stato ottimo e immediato. E’ come se ci conoscessimo da sempre anche con loro. Spesso non è facile inserirsi in un gruppo datato come il nostro, quindi è sicuramente merito loro, del loro carattere. Ci daranno, senza dubbio, una grossa mano, sopratutto dal punto di vista fisico…cosa notevolmente importante considerata la mancanza di Giuseppe Auricchio sotto i tabelloni.”

Grazie mille “Falco”, un in bocca al lupo a te e tutti gli altri!
“Crepi!!”

 

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