Top & Flop: il dopo-Pisa

 

Il day-after si apre con i più classici dei se e dei ma calcistici, seguiti da uno dei primi dubbi di stagione: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Pisa-Barletta si erge a partita di difficile interpretazione, che però lascia la dose maggiore di amaro in bocca ai padroni di casa.

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[quote_left]Casa e trasferta, approcci diversi[/quote_left]

I biancorossi evidenziano le solite carenze a livello difensivo. Ai padroni di casa bastano appena 180 secondi per portarsi in vantaggio e compromettere l’approccio alla gara da parte ospite. Dopo Catanzaro, anche all’Arena Garibaldi i ragazzi di Novelli partono più timorosi e meno convinti, a differenza del match casalingo contro il Perugia.

[quote_right]Ferreira alza il baricentro[/quote_right]

Nonostante lo svantaggio, il Barletta riesce a riorganizzarsi abbastanza velocemente: dopo aver sfiorato il secondo gol, il Pisa comincia ad arretrare pericolosamente nella propria metà campo grazie alle solite folate offensive di Ferreira, ben assistito da Piccinni, che conquista numerosi calci piazzati nella trequarti nerazzurra. Il pareggio, però, non arriva nè con la potenza di Burzigotti, nè col pallone tagliato a centro area per le torri biancorosse.

La difesa pisana comincia a barcollare anche in fase di disimpegno, ma Barbuti non ne approfitta e Sepe salva. Il portiere di Torre del Greco vanifica il miracolo precedente con una goffa uscita alta: è lo stesso attaccante ex Sassuolo a saldare il conto in sospeso con l’estremo scuola Napoli.

[quote_left]Il vizio del rosso[/quote_left]

Il pareggio a ridosso del 45′ può rappresentare una doccia fredda per i padroni di casa e la giusta iniezione di fiducia nei biancorossi, ma nella ripresa il Barletta vive di fiammate: l’avvio di frazione vede gli esterni di Novelli molto dinamici e propositivi, ma la terza espulsione in tre partite condiziona il prosieguo del match. E’ Piccinni a finire anzitempo sotto la doccia, proprio uno dei membri della mediana che fino a quel momento aveva costretto il Pisa ad abbassare il baricentro.

L’inferiorità numerica costringe il tecnico biancorosso a passare al 4-4-1, togliendo il più offensivo Ferreira per Molina, più esperto nel reggere il peso del centrocampo. I cambi del collega Alessandro Pane portano il Pisa ad un progressivo 4-2-4 con Scappini nel pacchetto avanzato. La battaglia tattica tra i due allenatori sposta inevitabilmente l’ago della bilancia a favore della superiorità numerica pisana: i nerazzurri preparano l’assedio alla ricerca del vantaggio, che arriva solo al minuto 88 dopo numerose occasioni sventate da Pane e Mazzarani.

[quote_right]Lucidi e composti nel finale[/quote_right]

Il premio per gli sforzi dei toscani sembra l’ultima emozione della partita. Lo credono soprattutto gli stessi giocatori del Pisa, che calano in maniera verticale sul piano della concentrazione e incassano il pari un minuto dopo il 2-1. La prima imbucata vincente di Dezi, unita alla freddezza di La Mantia nell’incrociare di collo pieno senza neanche uno sguardo alla porta, dimostra la lucidità psicologica e atletica della squadra, che non accusa il colpo nemmeno in inferiorità numerica.

Al contrario, sfiora il gol del clamoroso 3-2 nei minuti di recupero. Il tiro di Molina a tu per tu con Sepe viene neutralizzato dalla collaborazione tra il portiere e Benedetti. L’ultima occasione della gara rimanda ai dubbi citati in apertura, a cui non daremo risposta. Ciò che conta è la determinazione, il giusto viatico per preparare la sfida alla deludente Nocerina degli ex.

 

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