Top & Flop: il dopo-Catanzaro

 

Di sicuro non è mancato lo spettacolo: nelle sfide in Calabria il risultato finale non ha mai fatto registrare goleade, ma le sette reti di ieri pomeriggio sono la dimostrazione di un match giocato a viso aperto, senza la paura dell’esordio.

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[quote_left]Catanzaro, gioco essenziale[/quote_left]

Sette reti, però, lasciano il segno soprattutto nella squadra che perde. I ragazzi di Novelli hanno ceduto 4-3 ad un Catanzaro coriaceo, che ha fatto del pubblico l’arma in più. Mai in svantaggio, seppur senza un gioco eccezionale e con poca tecnica di palleggio in mezzo al campo, ma i giallorossi hanno avuto dalla loro un Carboni ispiratissimo e un Fioretti rapace.

[quote_left]Difesa da rivedere[/quote_left]

Ai meriti dell’attacco calabrese vanno aggiunti i demeriti di una retroguardia biancorossa da rivedere. Tre dei quattro gol dei padroni di casa sono il frutto di una difesa poco attenta, poco rodata e poco votata alla marcatura a uomo e ai riflessi. Solo il primo gol di Carboni, una girata dal limite all’incrocio, trova tutti incolpevoli.

La rete di Fioretti, invece, non salva nessuno: il cross dalla sinistra è deviato con affanno da Pane, il quale non respinge ai lati dell’area la successiva conclusione di Masini. Il pallone rimane in una zona morta: Fioretti è più lesto dei centrali, appostati sulla linea di porta e incapaci di avventarsi con prepotenza sulla sfera, e realizza così il raddoppio.

[quote_left]Marcature leggere, il saltatore scappa[/quote_left]

Stesso discorso per il tris di Carboni e il gol partita di Cruz: prima è Angeletti a perdere di vista la seconda punta giallorossa, che beffa Pane con un lob non irresistibile, poi la marcatura dubbia in occasione del quarto gol lascia tanto da lavorare per mister Novelli. Al momento dello spiovente da metà campo già saltano le marcature dei centrali, lasciando ben quattro uomini a tu per tu con Pane.

[quote_left]Gran sacrificio sul 3-1[/quote_left]

Dopo il primo tonfo stagionale, il tecnico salernitano dovrà rimboccarsi le maniche e potenziare la retroguardia in velocità d’esecuzione, recupero e posizionamento sulle palle inattive. Si può comunque ripartire da una buona capacità di reazione, mostrata dai ragazzi in occasione del doppio svantaggio, e da un Dezi già lanciato.

Resto del centrocampo in chiaroscuro, il Barletta ha mostrato un buon gioco nella fase centrale delle due frazioni, non inquadrando il miglior approccio ad inizio partita e inizio ripresa. L’inferiorità numerica manda inevitabilmente Dall’Oglio dietro la lavagna.

Non bene il reparto avanzato, meno di 45′ per Carretta, acciaccato, che comunque non ha dato il suo apporto in zona gol. Più lucido Daniel Ferreira, abile ad attaccare gli spazi e a procurarsi il rigore del 2-3, ma l’ingresso in area è sempre legato all’azione personale della mezzala.

[quote_left]Domenica il Perugia[/quote_left]

Un Barletta ancora acerbo, dunque, che però comincia a maturare sotto molti aspetti. E quello caratteriale, anche se non ha fruttato punti, rende un po’ più roseo il futuro. Adesso un ostico Perugia, già affrontato in Tim Cup, ma con i biancorossi più convinti dei propri mezzi.

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