A.C.Pisa, la storia dei prossimi avversari

Si avvicina la sfida tra Barletta e Pisa e la nostra marcia di avvicinamento comincia con uno sguardo alla storia dei prossimi avversari dei biancorossi. I toscani del Pisa sono stati in serie A ed in Serie B e hanno mutato la loro denominazione in “Associazione calcio Pisa 1909” dopo il fallimento del 2009.

LE ORIGINI

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Bisogna far riferimento al 1909 per conoscere l’anno di fondazione dei nerazzurri. Tra i loro maggiori successi va annoverata una finale scudetto nel ’20/’21, due Coppe Mitropa ed una Coppa Italia di Lega Pro. Nel 1909 nasce lo “Sporting club di Pisa” i cui colori sociali sono inizialmente biancorossi. Solo successivamente si sceglierà di mutarli in nerazzurri, per rendere omaggio all’Inter degli anni dieci. Intanto nella città della torre che pende, nasce anche il Pisa Football club. Le due squadre si fonderanno al fine di rappresentare assieme la città toscana.

L’ingresso ufficiale nelle competizioni a livello agonistico avviene nel 1914. Ma è nel 1921 che i pisani vanno vicinissimi al titolo: dopo aver battuto il Livorno per una rete a zero, si laureano campioni del girone Centro-Meridionale ed acquisiscono la possibilità di giocare la finalissima scudetto contro la Pro Vercelli. A spuntarla saranno, però, i piemontesi.

IL PRIMO DOPOGUERRA

Gli anni del primo dopoguerra vengono vissuti dal Pisa ancora nella massima serie. Nel 1925/1926 la squadra locale retrocede in Prima Divisione (l’attuale serie B). La parabola discendente dei nerazzurri non si placa: nel ’28/’29 c’è un’altra riforma dei campionati ed il Pisa retrocede in C. Nel frattempo, lo stadio denominato “Arena Garibaldi” viene messo a nuovo e ricostruito secondo i dettami dell’architettura del periodo fascista. Divenuto un impianto polifunzionale, lo stadio ospiterà le gare del Pisa anche quando ci sarà il ritorno in B. La stagione ’33/’34 riporta i toscani nella cadetteria.

LA PROMOZIONE IN A

La pausa dovuta allo scoppio della seconda guerra mondiale rinvigorisce i nerazzurri, che sfiorano la promozione in A nel ’47, salvo incorrere in una debacle e retrocedere in C. Per assistere alla rinascita del Pisa occorre attendere gli anni sessanta, nel corso della presidenza Donati. Con Pinardi in panchina, i toscani tornano in B nel ’64/’65 e, dopo due campionati giocati a livelli non entusiasmanti, arriva la promozione in A. Nel ’67 si festeggia per la promozione nel massimo campionato nazionale: ma durerà solo un anno perché la squadra non si rivela all’altezza della serie A.

L’ERA ANCONETANI

Gli ultimi anni sessanta sono difficili per i colori nerazzurri. La retrocessione nella cadetteria è solo il preludio alla caduta in C. Poi comincia l’era Anconetani. Il presidente, noto anche come “ammazza-allenatori” si rivela subito un bravo talent-scout e in pochi anni dà inizio alla risalita del Pisa. Giampiero Vitali, Gianni Seghedoni e Pier Luigi Meciani sono gli allenatori che portano la squadra in B. E’ il 1981 quando viene chiamato ad allenare il Pisa un certo Aldo Agroppi. Con lui la serie A arriva senza particolari affanni: 13 Giugno 1982, i nerazzurri sono di nuovo nella massima serie.

Nasce la favola del Pisa e in tutta la penisola si discute della personalità del suo presidente Anconetani. In panchina si avvicendano allenatori di spicco come Vincenzo Guerini e Gigi Simoni. Dal 1982 al 1991 il Pisa disputa sei stagioni in serie a e tre in serie B. Dopo due campionati di B deludenti, con in squadra attaccanti come Bobo Vieri e Roberto Muzzi, i pisani perdono lo spareggio salvezza con l’Acireale e retrocedono in C. Sarà un’amara retrocessione, perché il presidente non riesce ad iscrivere la squadra al campionato e dichiara il fallimento. Muore il Pisa sporting club e nasce il Pisa calcio.

IL FALLIMENTO E LA RINASCITA

Nel ’94 il Pisa calcio, nato dalle ceneri della precedente squadra, vince il campionato di eccellenza e poi quello di serie D. Nel ’96 è già in C2.Resta nella attuale “seconda divisione” fino al 98, quando viene promosso in C1. La B resta il sogno di tutti i tifosi toscani e sarà necessario attendere il 2006 per coronarlo. Due anni nella cadetteria non bastano a sanare i conti della società, che fallisce nuovamente nel 2009.

I GIORNI NOSTRI

Si riparte, con l’anno di fondazione accanto al nome, dalla serie D e l’anno successivo c’è la promozione in Seconda divisione. Ma la bella notizia per i toscani è che per completare gli organici, i pisani vengono promossi in Prima divisone d’ufficio nel 2008.

Gli ultimi due campionati disputati hanno visto il Pisa classificarsi prima al decimo posto nel girone B e poi al settimo nel girone A.

Quest’anno fanno nuovamente parte delle compagini che militano nel girone B di Prima Divisione e domenica affronteranno il Barletta.

 

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