Nuove Frontiere, un ragazzo ghanese in prova al Barletta

Il calcio aperto a tutti: dalla strada alla serie A. E’ questo l’obiettivo del progetto promosso dalla Football italy, in collaborazione con la Publi.com e col Barletta calcio. Il dottor Lucio Mazzilli, coordinatore della Football italy, ha spiegato gli scopi del progetto ai taccuini di Barlettasport.it.

«L’iniziativa “Nuove frontiere…oltre i contenuti sportivi” è nata per due finalità, entrambe sociali. La prima – racconta il Dott.Mazzilli – è quella di garantire e promuovere l’apertura delle frontiere nel calcio. Si vuole lanciare un messaggio in un mondo globalizzato ed abbattere le barriere nei confronti dei giovani talenti provenienti dai paesi più poveri. Spesso sono proprio gli africani ad avere la peggio, considerate le difficoltà che gli stessi incontrano per emergere nel mondo del calcio.»

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Qualcuno potrebbe dire che occorre rispettare il calcio nazionale. Cosa rispondete a chi solleva questa obiezione?

«Siamo d’accordo con chi dice questo, però chiediamo che ci sia una programmazione per i giovani talenti. Nel calcio italiano, infatti, il primo reclutamento avviene attraverso le scuole calcio dove i genitori sono costretti a pagare per far giocare a calcio i propri figli. Solo se si ha fortuna si viene notati dalle società professionistiche.»

Dopo il raduno organizzato a Maggio, il Barletta ha avuto modo di provare alcuni calciatori?

«Tra pochi giorni un ragazzo ghanese, mai tesserato per una squadra di calcio si unirà alla squadra di via Vittorio Veneto. Il Barletta gli darà un’opportunità, anche se dovrà verificare se il ragazzo è pronto per la serie C. Il suo arrivo è previsto nei prossimi due o tre giorni.»

Ci saranno altri raduni ed iniziative nell’ambito di questo progetto?

«Certo. L’appuntamento sarà rinnovato con un altro raduno, probabilmente ad ottobre. Il Barletta è una società professionistica, ma si è messa a disposizione. La prossima iniziativa sarà simile a quella di maggio e sarà correlata da altri eventi complementari. Non c’è scopo lucro, ma solo sociale.»

Veniamo al secondo obiettivo. Di cosa si tratta?

«Il secondo obiettivo consiste nell’abbattimento delle barriere architettoniche nello sport. Il Barletta ha appoggiato dall’anno scorso questa iniziativa, già col Dottor Falcone.

Ci sono già alcune realtà anche in Puglia. L’Unione ciechi, ad esempio, ha una società sportiva a Bari. Basterebbe pochissimo per dare la possibilità ai non vedenti di fare calcio, con un pallone sonoro e alcuni piccoli accorgimenti nel campo. Ovviamente non si tratta di calcio a undici, ma di calcetto. Con barriere alte poco più di un metro si può delimitare il campo anche per i non vedenti.»

Dottore, non ci resta che augurarle buona fortuna con questa iniziativa e rinnovare l’appuntamento ad ottobre. Intanto nei prossimi giorni sapremo quali saranno le sorti del giocatore ghanese aggregatosi alla comitiva biancorossa.

 

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