Bruno Incarbona racconta le sfide col Catanzaro

La marcia di avvicinamento alla sfida tra Catanzaro e Barletta prosegue senza sosta. Domenica diventa sempre più vicina, ma prima di guardare avanti è giusto fare un tuffo nel passato.

Quando si parla delle partite giocate dal Barletta contro i calabresi, è inevitabile pensare alla famosa gara tra Barletta e Catanzaro della stagione ’86/’87. Fu in quella sfida che i barlettani posero una seria ipoteca sulla promozione in B.

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Uno dei protagonisti delle partite tra pugliesi e calabresi giocate negli anni ottanta è stato Bruno Incarbona. Ai nostri taccuini, Incarbona ha avuto modo di raccontare le emozioni vissute durante quegli anni e ci ha fatto sognare ad occhi aperti per qualche minuto.
[quote_left]Un calcio d’altri tempi[/quote_left]
Bruno, era il 1987 quando andò in scena a Barletta la sfida col Catanzaro. Cosa è cambiato da allora nel calcio e che ricordi hai di quei derby?

“Credo che il calcio sia diventato uno sport completamente diverso. Potremmo dire che all’epoca si giocava il “calcio del cuore”. L’attaccamento alla maglia era ancora un valore per i calciatori. Attualmente solo pochi giocatori sono fortemente legati alla maglia e potremmo citare Totti e De Rossi come esempi.”

Quali emozioni si provavano alla vigilia delle gare tra Barletta e Catanzaro?

“Erano sempre partite emozionanti, Ogni volta che ci si incontrava da avversari, ne veniva fuori un match equilibrato e la gara era spesso incerta. Le due squadre avevano dei giocatori di livello superiore ed il tutto era condito da una splendida cornice di pubblico, anche perché le due tifoserie erano e sono gemellate. Si trattava di una partita di cartello e tutti i barlettani la ricordano in modo piacevole perché vi ricollegano la storica promozione in serie B.”
[quote_right]”Stupito dallo spostamento in curva nord”[/quote_right]
Hai mai avuto modo di tornare a Barletta?

“Sono tornato l’anno scorso per la partita di Coppa Italia contro la Carrarese. Ho notato diversi cambiamenti: la tifoseria è stata spostata in curva nord e poi non c’è più quella passione che c’era in quegli anni. Credo sia subentrato un po’ di disamore da parte della tifoseria. Ripeto, i tempi sono cambiati e non c’è più quell’attaccamento alla maglia da parte dei giocatori. Inoltre le vicissitudini del calcio italiano non aiutano a far avvicinare la gente allo stadio. Negli anni ’80, invece, c’era grande attesa per la partita domenicale e si seguiva la squadra anche in trasferta. Il cambio di mentalità è radicale.”
[quote_left]”A Sorrento fu quasi una formalità”[/quote_left]
Barletta – Catanzaro 1 a 1, rete di Castagnini. Cosa provaste quando riusciste a riequilibrare le sorti di quell’incontro?

“Dopo il pareggio eravamo quasi certi che ce l’avremmo fatta a salire in B. Poi a Sorrento fu quasi una formalità. Eravamo consci di ciò che la gente si aspettava ed infatti a Sorrento sembrava giocassimo in casa. Sono delle sensazioni complesse da descrivere, perché difficili da tradurre in lettere.”

Di Cosa si occupa attualmente Bruno Incarbona?

“Sono un professore di educazione fisica ed alleno una squadra allievi.”

Grazie Bruno ed in bocca al lupo per tutto!

“Saluto gli amici barlettani e dico loro che se ci fosse l’opportunità di tornare nella città della Disfida non tarderei ad accettare. A Barletta c’è un ambiente che mi stima ed al quale voglio molto bene.”

Bellino Mini Wide

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