Daniel Ferreira: "Mi metterò a servizio dei compagni"

[quote_simple] Le caratteristiche tecniche di Daniel “Rivaldinho” Ferreira [/quote_simple]

Daniel Ferreira, attaccante classe 1991 proveniente dal Brasile. Sarà lui il rinforzo in attacco di cui il Barletta ha bisogno? E’ questo l’interrogativo che tutti i tifosi biancorossi si pongono.

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A lui, peraltro, abbiamo già dedicato uno speciale all’interno della rubrica “the team”. Non contenti, abbiamo raggiunto telefonicamente il giovane nativo di San Paolo per porgli alcune domande sul Barletta e non solo…
[quote_left]”In Brasile mi chiamavano Rivaldinho”[/quote_left]
Daniel Ferreira, un attaccante brasiliano a Barletta. Innanzitutto toglici una curiosità: perché ti hanno soprannominato “Rivaldinho”?

“Il motivo del mio soprannome non è difficile da intuire. Quando giocavo in Brasile, mi hanno detto che somigliavo a Rivaldo nelle movenze e per il modo di giocare. E’ stato per questo.”

La tua ufficializzazione è giunta ad agosto inoltrato, ma in realtà ti eri già aggregato da molto tempo prima alla comitiva biancorossa. Come mai c’è stato questo ritardo nell’ufficializzazione?

“Questioni burocratiche. Si doveva risolvere una situazione contrattuale controversa con il Varese, ma sapevo già che avrei firmato col Barletta. La firma con i biancorossi è stata solo una formalità”.

Sei giunto a Barletta con un bel biglietto da visita: puoi giocare da esterno o da prima punta. Qual è il ruolo che prediligi?

“Posso giocare sia a destra che a sinistra ma anche al centro dell’attacco. Non fa differenza per me: l’importante è giocare. Se proprio dovessi scegliere, però, preferirei giocare come esterno d’attacco.”
[quote_right]”Punteremo sulla corsa”[/quote_right]
Come hai vissuto il ritiro precampionato?

“Mi son trovato bene. La squadra è composta da tanti giovani ed è sicuramente una buona squadra. Da parte nostra c’è tutta l’intenzione di far bene. Sappiamo che sarà necessario correre e pedalare: è questa la cosa fondamentale per noi.”

Cosa ne pensi del lavoro svolto in fase di preparazione?

“ La preparazione è quella giusta. Abbiamo svolto un lavoro intenso in fase di corsa, utile a mettere le gambe a posto. Abbiamo un’età media più bassa rispetto alle altre squadre del girone e sarà necessario puntare sulla corsa: dobbiamo essere più veloci di loro.”
[quote_left]”Mi sono ripreso dall’infortunio al ginocchio”[/quote_left]
La tua condizione fisica a che livelli è?

“Ora mi sento bene. Sono un po’ indietro con la preparazione a causa di un problema al ginocchio che mi ha costretto a stare fermo ai box per quindici giorni. Mi sono ripreso, anche se sono consapevole del fatto che molti miei compagni sono più avanti quanto a condizione.”

Ieri c’è stato un rotondo successo in amichevole da parte del Barletta. Nella vittoria per 7 a 0 sei andato a segno anche tu.

“Fino ad oggi ho giocato tre sole amichevoli. Ieri stavo bene fisicamente e credo si sia visto. La squadra ha disputato una partita buona facendo esattamente ciò che il mister aveva chiesto in allenamento. Mi sento di dire che è stata una buona prestazione. Novelli ci chiedeva di attaccare l’avversario per riconquistare palla, o di fare continuamente tagli in fase offensiva. Ha chiesto ai tre attaccanti di stare stretti. Abbiamo rispettato tutte queste indicazioni.”
[quote_right]Punto forte: la corsa[/quote_right]
Se dovessi fungere da sponsor di te stesso, quale indicheresti come tuo punto forte?

“Sicuramente direi che è la corsa. Per un esterno è fondamentale la rapidità e lo scatto. Poi non mi manca la tecnica e sono dotato di un buon tiro. Cerco di giocare il pallone con tocchi di prima e di mettermi al servizio della squadra.”

Capitolo curiosità. Hai un tatuaggio sul braccio, che cosa significa?

“Ho tatuato il nome e la data di nascita di mia madre e di mia nonna. Sono le due persone più importanti della mia vita.”
[quote_left]”Ottimo rapporto con Menegaz”[/quote_left]

Rimaniamo fuori dal campo e parliamo di rapporti umani. A Barletta hai trovato Menegaz, un altro brasiliano come te. Che rapporto hai con lui?

“E’ stato semplice legare sin dal primo giorno. Abbiamo subito parlato e ci siamo trovati in sintonia: quando si è connazionali è molto più facile. Ma ho stretto amicizia anche con gli altri ragazzi.”

Come ogni intervista che si rispetti, concludiamo con i saluti…ti senti di fare anche una promessa ai lettori di Barlettasport.it?

“Innanzitutto saluto i barlettani e poi prometto loro che correrò in modo instancabile durante le partite e che non mollerò nessun pallone. In qualità di attaccante, cercherò di fare molti gol.”

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