Barletta -Perugia, diario di bordo

[quote_left]La sveglia[/quote_left]
E’ il giorno del debutto, quello atteso da tutti i tifosi biancorossi.
La sveglia batte come fosse un martello. La domenica mattina è così: il letto viene abbandonato volentieri, perché sui lettini della spiaggia ci si rilassa di più. Sotto l’ombrellone cresce l’attesa. C’è chi parla di mercato, chi pensa all’attacco del Perugia, chi è ansioso di vedere Jacopo Dezi all’opera con la casacca del Barletta. In men che non si dica, tra una partita di beach volley ed una birra con la cosiddetta chietratura , scatta l’ora X. Sono le 19, ore barlettane. Devo lasciare il lido…

[quote_right]Il tragito verso lo stadio[/quote_right]
Via dalla spiaggia, ci si prepara per il match. L’abbigliamento è quello, lo conosco. Nella borsa un computer e via verso il “Puttilli“. Non sono nemmeno le venti, ma la folla già comincia a cantare. L’emozione sale: il debutto del Barletta è vicino. L’onirica visione di un parcheggio si staglia dinanzi ai miei occhi. “Ce l’ho fatta – penso subito”. E’ così. Esco dalla automobile. Non sono lontano dallo stadio, ma un tratto a piedi dovrò pur percorrerlo. Ed è lì che si respira la vera atmosfera prepartita: commenti, anticipazioni, previsioni.

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Nel tragitto che porta allo stadio se ne sentono di cotte e di crude. C’è chi  giura di aver visto la comitiva biancorossa degustare torcinelli presso la spiaggia dei “surfisti” (In questo caso si trattava di “cotte”). Altri ancora, si augurano di raggiungere i tremila spettatori nella partita col Perugia. C’era poi chi si auspica di andare al “San Nicola”. “Quest’anno almeno il Lecce è sicuro che lo affrontiamo, quelli retrocedono – esclama qualcuno con tono sicuro“.
Superato il controllo biglietti, mi avvio verso la tribuna stampa. C’è entusiasmo, ed è molto positivo. Ma qui cominciano gli shock: il primo nasce alla consegna della formazione. Sulla distinta è riportato il nome di Simoncelli. “Il numero nove non è Castellani? – domando al mio vicino di postazione”. Tra lo stupore generato dalla scelta del mister, le squadre entrano in campo. E sono subito applausi.

[quote_left]Un pubblico d’eccezione[/quote_left]
Il pubblico di Barletta ti sta vicino, ma non vuole essere tradito. I ragazzi mostrano grande impegno e finché ce la mettono tutta in campo, il pubblico sarà pronto ad applaudire la squadra. I tre gol arrivano come fulmini a ciel sereno. All’intervallo è caccia alle bottigliette d’acqua. Del resto, a 40 gradi all’ombra non può essere altrimenti. Se non avessi guardato verso il campo, chiudendo gli occhi, non mi sarei neppure accorto della variazione di punteggio. Questo perché il pubblico non si è mai perso d’animo e ai tifosi va dato il merito di aver incitato il Barletta per tutti i novanta minuti. L’applauso finale rappresenta una delle scene più belle della giornata, a testimonianza di una grande maturità da parte dei supporters biancorossi.

[quote_right]In sala stampa[/quote_right]
Si è perso tre a zero. Ma si ride e si scherza anche in sala stampa. Novelli sembra tranquillo: le sue risposte sono quelle di un allenatore che è consapevole che c’è molto da lavorare, ma non bisogna buttarsi giù. Siamo solo ad Agoasto, in fondo. E allora, lasciamo che questi ragazzi si preparino al meglio.

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