Storia e numeri – U.S. Catanzaro

 

Tutto cominciò il pomeriggio del 31 maggio 1987. A due giornate dal termine Catanzaro in testa alla classifica a 42 punti , Barletta dietro a 41. L’1-1 di quel giorno certificò la promozione in B dei giallorossi, mentre il club di Franco Di Cosola avrebbe dovuto aspettare la formalità di Sorrento.

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La seconda promozione in B in tre anni sembrava per i calabresi l’inizio della rinascita. Meno di 10 anni prima si viveva l’epopea Ceravolo, si ammirava il sinistro fatato di Palanca, si sgomitava nella parte sinistra della classifica di Serie A. I bei tempi erano ormai lontani, in cadetteria il Catanzaro rimase solo tre anni, nel 1990 cominciò il processo che portò al doppio salto all’indietro.

In C2 il calo di appeal nei confronti del club fu netto. Tra stagioni anonime e playoff persi con Benevento (2 volte, ndr) e Sora scivolarono via gli anni ’90. Poi nuovamente spareggi, questa volta con l’Acireale. Persi anche questi, ma le porte dei ripescaggi e della C1 si spalancarono davanti al patron Parente.  In un’altra zona della Calabria, invece, i rivali storici del Cosenza si preparavano ad affrontare il fallimento e il primo anno in D.

“Sembrava impossibile potesse capitarmi, invece mi è successo veramente”: le parole della canzone di Mario Venuti divennero le più emblematiche della stagione successiva, il motivetto fu anche ripreso frequentemente nei video celebrativi del campionato. Al primo anno in terza serie, i giallorossi portarono a termine il miracolo della promozione in B.

In cadetteria, però, il Catanzaro disputò solo due campionati, prima del fallimento e della fondazione della nuova società sotto la dicitura F.C.. Scomparsa la storica Unione Sportiva, si ripartì dalla C2 con stagioni altalenanti e il solito spettro playoff. Dopo due anni di spese folli, una squadra di ragazzi arrivò ultima sul campo, ma salvata dalla retrocessione d’ufficio del Pomezia.

Un nuovo fallimento, ma stavolta venne conservata la categoria. Tornò l’U.S. Catanzaro, arrivò un presidente dal nome ostile (Cosentino, ndr), ma davanti al popolo del “Ceravolo” si aprì una stagione da favola: promozione in C1 e programmi ambiziosi per la nuova avventura. Provando a ripetere, chissà, il biennio 2002-2004.

Questi i numeri di 83 anni di Catanzaro:

7 – le stagioni disputate in Serie A. L’esordio nel 1971, l’ultima apparizione nel 1983 con la Roma vincitrice dello scudetto.

22 – gli anni della presidenza Ceravolo. L’indimenticato patron giallorosso, che nella sua carriera dirigenziale vanta anche la carica di vice-presidente della FIGC, ha guidato il club dal 1958 al 1979.

28 – gli anni di Serie B. Esordio nel lontano 1933, ultima stagione nel 2006. I giallorosi sono all’undicesimo posto per campionati disputati in cadetteria, a pari merito con Atalanta, Cagliari e Cesena.

1 – le finali di Coppa Italia. Nel 1965-66 il Catanzaro eliminò Napoli, Lazio, Torino e Juventus prima di arrendersi alla Fiorentina di Hamrin.

2 – i fallimenti del club. Entrambi maturati negli ultimi 10 anni (2006, 2011), ma le aquile non hanno conosciuto la Lega Dilettanti.

3 – le promozioni in Prima Divisione. Quella di maggio è maturata grazie agli 83 punti conquistati dal team di Ciccio Cozza. Miglior differenza reti, ma secondo posto alle spalle del Perugia.

25 – gli anni di gemellaggio tra la tifoseria giallorossa e quella del Barletta. Non c’è bisogno di alcuna presentazione.

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