Focus Girone B – Gubbio

 

La prima settimana di approfondimento sul girone B di Prima Divisione termina con un’analisi d’eccezione. Il Focus di oggi è dedicato alla prima delle due retrocesse che sfideranno il Barletta in questo campionato, il Gubbio di Andrea Sottil.

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La società umbra ha fortemente voluto il tecnico torinese, artefice di un gran campionato alla guida del Siracusa – primo sul campo nello scorso torneo – concluso con la sconfitta in semifinale playoff contro il Lanciano. La linea esecutiva degli eugubini prevede un’annata a ridosso delle prime posizioni, provando a recitare il ruolo da protagonista come due anni fa, in occasione della promozione in B.

A completare una rosa già importante sono arrivati nomi che conoscono bene la categoria: l’età media si mantiene al di sotto dei 24 anni, ma l’esperienza è un fattore già molto presente nel team rossoblù.

[quote_left]Difesa a tre o a cinque[/quote_left]

In porta il promettente Venturi, ex Bellaria, partirà titolare al posto di un Farabbi mediocre in avvio di stagione. Per quanto riguarda la difesa, Sottil ha sperimentato nel pre-campionato un pacchetto a cinque: gli esterni non dovrebbero fare la spola tra le due fasi come terzini, ma come centrocampisti larghi con grande resistenza. I terzini mascherati, dunque, saranno Grea a destra e Farina a sinistra: il primo ha già fatto questo tipo di lavoro nel Sudtirol, il secondo – ormai celebre dopo la denuncia nell’ambito scommesse – dovrà rapidamente mettersi al passo del compagno di fascia opposta.

La retroguardia passa così a tre: l’ex Portogruaro Regno è l’unico centrale di ruolo, Briganti e Bartolucci giocheranno sui due lati del centro-difesa.

[quote_left]Poco spazio per Guerri, Boisfer faro della mediana[/quote_left]

Il centrocampo ruota attorno al capitano eugubino, Sandreani, che si occuperà di gestire la manovra con l’ex Frosinone Baccolo. Entrambi giocheranno oltre la mediana, mentre alle loro spalle il francese Boisfer farà da collante con la difesa. Il mediano transalpino è uno dei punti forti del Gubbio, la sua impressionante fisicità e la buona corsa mette a dura prova le manovre avversarie. Meno spazio per l’ex Barletta Guerri, che probabilmente verrà chiamato in causa per sopperire qualche assenza nel trio di metà campo.

[quote_left]La pesante eredità di Ciofani[/quote_left]

Dopo aver lasciato Ciofani a Perugia, l’attacco umbro punterà su due uomini d’esperienza come Salvatore Gambino, prelevato dal Trapani, e l’ex Bassano Andrej Galabinov. Il bulgaro farà da spalla al centravanti italo-tedesco su un’asse che sfrutterà frequentemente la profondità e la verticalizzazione.

Non sarà facile tornare immediatamente in cadetteria, ma il Gubbio vorrà quantomeno provare a ritagliarsi uno spazio importante in un girone difficile. Gli elementi per far bene ci sono tutti, dai giocatori allo staff tecnico, ma la concorrenza al salto di categoria è spietata.

STADIO – Il “Pietro Barbetti” di Gubbio è stato inaugurato nel 1977 con la funzione di ospitare le gare interne del club eugubino, all’epoca in Promozione. La capienza massima è di 5.300 posti, ma le recenti normative hanno diminuito l’effettiva fruizione della struttura a 4.939. In alcune occasioni – Gubbio-Perugia del 1987 – lo stadio è stato dotato di tubi innocenti per aumentare la capienza fino a 8.000 spettatori.

Una pista d’atletica separa il campo di gioco dagli spalti, divisi in sei settori. La tifoseria avversaria può disporre di una curva da 1.188 posti a destra della tribuna centrale. I lavori di adeguamento e un progetto di struttura commerciale avvicinano la curva di casa al terreno, ma le spese dovranno essere a carico della società.

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