Focus Girone B – Benevento

 

Dopo l’approfondimento dedicato all’Avellino, è la volta di un’altra compagine della Campania, al momento la regione più rappresentata nel girone B. Dall’Irpinia al Sannio per parlarvi del Benevento, eterna corazzata incompiuta della Prima Divisione.

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Per il quinto anno consecutivo, la presidenza Vigorito ha allestito un dream team con l’obiettivo di compiere il primo, storico approdo in Serie B dopo troppi playoff persi amaramente. Una squadra già altamente competitiva, che l’anno scorso ha mancato gli spareggi promozione solo per la penalizzazione di inizio campionato, è stata arricchita da vari elementi di spessore in ogni reparto.

Il tecnico è sempre Carmelo Imbriani, 36 anni, al primo vero campionato su una panchina delle grandi favorite. Fino all’inizio del campionato verrà sostituito dal tecnico Jorge Martinez perchè ricoverato per una broncopolmonite. La squadra è già coperta su ogni fronte, manca l’arduo compito di forgiare una squadra motivata. Si punta sul 4-4-2 col fulcro del gioco al centro e non sugli esterni, a differenza proprio dell’Avellino, per sfruttare la qualità dell’ex Siracusa Mancosu e dell’ex Reggina Montiel.

[quote_left]Quattro elementi su cinque riconfermati[/quote_left]

In porta si riparte da Pier Graziano Gori, tornato a gennaio dopo un anno e mezzo alla Nocerina. Difesa a quattro con la rodata coppia centrale Siniscalchi-Rinaldi, ma un talento come Signorini può ancora portare i contributi federali. Alla finestra anche Zullo, beneventano doc, che però non dovrebbe partire titolare. Fascia destra al veterano Emanuele D’Anna, quarto anno in giallorosso, mentre a sinistra arriva Riccardo Bolzan dalla Nocerina.

[quote_left]Mediana con l’asse centrale, poco lavoro sulle fasce[/quote_left]

A centrocampo si punta su Rajcic e Carotti: il gioco di Imbriani ruota attorno al croato, che dovrà rendere meno copiosa la sua collezione di cartellini se non vuole lasciare il posto a Davì, mentre l’ex Pavia rappresenta il nuovo collante tra la difesa e la mediana. Davanti ai due mediani, Mancosu ha il compito di muoversi nell’orbita dell’ex Barletta per ricevere palla e Montiel quello di dare profondità alla manovra offensiva: un lavoro che porta i due fantasisti a muoversi da interni avanzati.

[quote_left]Abbondanza offensiva[/quote_left]

In attacco il punto fermo è Ettore Marchi, mentre top players come Altinier e Cipriani stanno provando a guardarsi intorno. Risalgono le quotazioni di Germinale, dato per partente proprio verso Barletta e invece schierato con ottimi risultati in pre-campionato e in Tim Cup. I titolari saranno comunque due centravanti di razza che faranno a gara per accaparrarsi il titolo di capocannoniere della squadra.

Dal 2008, anno in cui il Benevento è tornato in Prima Divisione, il bottino è di una finale playoff persa contro il Crotone, due semifinali contro Varese e Juve Stabia e un sesto posto dello scorso anno. Curiosità: la squadra che ha battuto i sanniti ha sempre chiuso la stagione con la promozione in Serie B.

STADIO – Il “Santa Colomba”, intitolato dal 2010 a Ciro Vigorito, è situato nell’omonima contrada e vide la luce nel 1979. Nonostante sia un impianto da sempre dedicato al massimo ad un club di terza serie, ricalca lo stile dei grandi stadi delle categorie superiori.

La Lega Pro ha imposto come capienza massima 12.847 posti, ma quella effettiva si aggira intorno ai 20.000. Il tifo di casa si posiziona in Curva Sud, mentre il settore ospiti è stato costruito tra uno spicchio di Curva Nord e la Tribuna Laterale. La capienza è di circa 1.000 posti a sedere. Non è presente la pista d’atletica, il che rende più secco il boato e la pressione delle tifoserie.

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