Intervista al preparatore atletico Fabbiano

Nel “buen retiro” tirolese di Rio Pusteria si è da poco aperto il cantiere che costruirà mattone su mattone il Barletta targato 2012/2013. Un ritiro che servirà alla squadra di mister Novelli per incamerare quanta più benzina possibile nelle gambe e garantire così un rendimento costante per tutto il torneo. Siamo andati quindi a raggiungere telefonicamente il responsabile di tale delicato lavoro di preparazione: il preparatore atletico Antonio Fabbiano, 48 anni, originario del Molise. “Difficilmente mi concedo ai microfoni”, esordisce, e ciò non può che rendere ancora più preziosa la nostra testimonianza. Nonostante ciò il nuovo preparatore biancorosso si rivela subito sicuro e dalle idee ben chiare, non senza dimenticare un occhio di riguardo per quanto già svolto con il suo ex collega Zdenek Zeman.

Ci riepiloghi in sintesi la sua carriera, per dare ai tifosi l’opportunità di conoscerla meglio.

Bellino Mini Wide

“Ho inziato nel 1999 con la Berretti del Foggia, nel 2000 sono passato all’Avellino, quindi nel 2001 sono stato a Catania nella allora C1. Nel 2003 ero con la Casertana in serie D, poi 4 anni nella Civitanovese e alla Cavese nel 2008 con il ds Dionisi.”

Ha già lavorato con pavone nelle vesti di direttore sportivo?

“Si, con Pavone ho avuto modo di lavorare nel corso della mia permanenza ad Avellino.”

[quote_left]”Passeremo dal lavoro aerobico a quello anaerobico, migliorando resistenza e potenza muscolare”[/quote_left]

Ci parli del lavoro che state svolgendo in Alto Adige. Ha riscontrato sono delle criticità particolari a livello di preparazione fisica?

“Nessuna criticità per il momento. Abbiamo iniziato dalla base con lavori di capacità aerobica, per un po’ di giorni faremo questo tipo di esercizio. Man mano abbasseremo le distanze e passeremo così alla resistenza aerobica.Con il passare dei giorni abbasseremo ulteriormente le distanze percorse per passare così a lavori di capacità anaerobica (o lattacida), dopodiché ad allenamenti di potenziamento lattacido. In queste fasi ci sarà spazio anche per concentrarsi su forza ed esplosività.”

Come si sta trovando con lo staff tecnico, in particolare con Novelli?

“Procede tutto molto bene con il mister. È la prima volta che collaboriamo insieme ma abbiamo entrambi le idee chiare.”

Come ha trovato i ragazzi appena reduci dalle ferie?

‘Normale che ci sia qualcuno meno in forma di altri ma non si tratta di nulla di preoccupante. Sono contento di come si stanno comportando.”

Come mai per i ritiri delle squadre si scelgono sempre località di montagna?

“Ragioni di isolamento dalla realtà cittadina e opportunità di far gruppo. Qui si lavora meglio, con tranquillità e con una temperatura accettabile che garantisce un recupero fisico ottimale. E, al di là dell’aspetto atletico, stando sempre insieme i ragazzi costruiscono quei legami fondamentali durante tutto l’arco della stagione.”

Ha fissato già la tabella di marcia per arrivare comunque in buone condizioni alla fine del prossimo campionato?

“Dal momento in cui inizia il campionato noi dovremmo avere un rendimento costante e tener duro durante la stagione, tutti vogliono una squadra che regga fino alla fine, anche noi lo vogliamo ma per far ciò bisogna costruire le basi con un lavoro duro e intenso.”

[quote_right]Ho grande stima di Zeman. La mia preparazione ricalca in gran parte le sue metodologie di lavoro[/quote_right]

Novelli vicino alle idee di Zeman: ci sarà una preparazione atletica ugualmente dura?

“A me Zeman piace molto per come imposta il lavoro, avendo anche avuto modo di lavorarci insieme. Indubbiamente la preparazione sarà improntata su quelle basi: faremo i gradoni, faremo le ripetute per esempio. Ci avviciniamo molto alla sua metodologia di lavoro, la preparazione sarà molto simile a quella che è uso utilizzare il tecnico boemo.”

Una rosa composta da giovani, aiuta maggiormente nel lavoro del preparatore atletico?

“Non in particolare. Ho lavorato con tutti i tipi di calciatori, ogni calciatore è diverso, anziano o giovane che sia. C’è sempre una “chiave d’accesso” che serve a capire come far rendere al massimo l’atleta. Sta a noi essere bravi a trovarla, per ciascuno di loro. Ovviamente c’è da rilevare che solitamente i giovani sono molto motivati e carichi ma spesso non sono supportati dalla struttura fisica necessaria a sopportare un’intero campionato professionistico. In tal senso spetta a noi l’arduo compito di “costruire” l’atleta. Si cerca di tirar fuori il meglio, anche per il loro avvenire.”

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