Il Direttore

[quote_box]”L’idea è quella di portare il Barletta fra quelle società sane, quelle società che durano nel tempo”[/quote_box]

 

Bellino Mini Wide

Sicuramente la frase una delle frasi più salienti pronunciata dal DS Peppino Pavone durante l’intervista poi inevitabilmente trasformatasi in chiacchierata fra anime biancorosse e barlettane. Una chiacchierata tutt’altro che banale e tutt’altro che inchiodata alla tematica dell’attuale calciomercato.

Una chiacchierata perchè Peppino (lo chiamerò spesso così nel corso dell’articolo) parla volentieri del Barletta e delle avventure da barlettano immerso nel mondo del calcio. Al suo e al nostro fianco ha partecipato con piacere e partenopea simpatia anche il DG della Nocerina, Bruno Iovino.

Peppino ci guarda stupiti e a differenza di molti altri colleghi, ci accoglie con un sorriso e ci invita ad accomodarci (ndr. ero in compagnia del collega Luca Guerra)
parte a raffica: “Bruno – rivolgendosi a Iovino – hai visto che siamo tutti barlettani? lo sai che una volta Mazzola mi chiese come come si chiamassero gli abitanti di Barletta, ipotizzando un improbabile Barlettesi. Io gli risposi, Sandro ti sbagli, si chiamano Barlettani !”.

[quote_right]”una volta Mazzola mi chiese come come si chiamassero gli abitanti di Barletta”[/quote_right]
Tra una risata ed un cenno di intesa Peppino riprende le redini della discussione con un trasporto ed una consapevolezza che ogni vero tifoso biancorosso dovrebbe avere:

“Un po’ tutti devono comprendere che Barletta non è mai stata, non è e mai sarà una pizza di arrivo bensì una fase della carriera e percorso calcistico di qualsiasi giocatore. Dobbiamo lavorare in ottica di guadagno di credibilità e posizione nel panorama italiano delle società calcistiche ambendo a posizionarci tra le società modello( es. Chievo, Cittadella ecc.) . Le idee ci sono e sembrano esserci la piena volontà e la piena sintonia con il presidente sotto tutti i punti di vista progettuali che abbiamo in mente per far si che a Barletta ogni calciatore possa vivere un’esperienza importante e positiva.”

Quali gli obiettivi di medio-lungo termine del Barletta?

“Barletta è stata troppo tempo al di fuori dei palcoscenici del calcio professionistici e questo ha danneggiato tutto il movimento locale. Dobbiamo puntare, con il supporto dei tifosi, a costruire una società sana e solida, che duri nel tempo a prescindere dai presidenti e dei DS. Una società che sia in grado di autosostentarsi.
[quote_right]”Non ci possiamo più permettere di cadere nell’anonimato”[/quote_right]
Per raggiungere questi obiettivi – continua Pavone – serve progettualità e lungimiranza partendo da una gestione economica accorta  e  sostenibile. L’abbassamento del monte ingaggi è il primo dei tanti passi da intraprendere in questo cammino che ci aspetta e non sarà un cammino nè facile nè breve.”

Alla domanda sulla possibilità di prendere in considerazione l’ingaggio di giocatori Senior la risposta è stata la seguente:

“Non ci precludiamo affatto questa via, siamo alla ricerca di soluzioni interessanti e di giocatori veramente motivati ma finchè abbiamo sotto contratto degli altri elementi già fuori quota non possiamo intavolare trattative in maniera concreta, per ora acquistiamo giovani promettenti e motivati nei ruoli scoperti, per i senior aspettiamo eventuali rescissioni ed assetti futuri, il mercato è appena iniziato.”

Che ruolo ha svolto la crisi economica mondiale in relazione alle dinamiche di mercato delle società di calcio?
[quote_left]”Progettualità e Lungimiranza”[/quote_left]
“Con questa congiuntura economica si è venuta a creare una situazione di vantaggio per i giovani e svantaggio per i più attempati. Senza girarci troppo intorno, con la crisi che c’è sono tutti alla ricerca di ragazzi under in modo da intascare i contributi dalle rispettive leghe e quest’anno i contributi per le società di serie Bwin saranno cospicui.
Si trovano serie difficoltà ad aggiudicarsi giovani validi per l’agguerrita concorrenza delle società di serie B che, oltre che avere maggiore appeal tendono a convincere il ragazzo promettendo stipendi che fino a qualche anno fa erano riservati a giocatori di già affermati.”

Per concludere non poteva mancare la domanda sul vivaio biancorosso e sulle prospettive a medio-lungo termine.

“Quando si parla di progettualità e gestione sostenibile si deve necessariamente passare per gli investimenti nelle strutture societarie e nel settore giovanile. Allo stato attuale siamo fermi, in attesa di attente valutazioni sul da farsi e sulle scelte da intraprendere. Intanto si aggregheranno al gruppo del ritiro alcuni elementi della Berretti che verranno visionati dal Mister.”

[quote_right]”Il Tempo passa ma noi ci siamo Sempre”[/quote_right] In conclusione il nostro DS oltre a rendersi estremamente disponibile nel concederci un’intervista ci ha praticamente confidato tutto quello che avremmo voluto chiedergli, di sua sponte, senza che neanche avessimo il tempo di porgli la domanda successiva.
Un uomo di esperienza con una  passione, una consapevolezza ed un’energia positiva tipica di chi ha appena iniziato una nuova avventura, forse una delle più umanamente importanti e stimolanti per il più moderno vecchietto del calcio italiano.

 

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